Category Archives: Libri ed ebook in italiano

Oggi le Nuvole Ballano il Tango

copertina poesie tanguere

Luciano Capriotti

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Poesie tanguere
‘Io direi che il tango e la milonga esprimono in maniera diretta qualcosa che i poeti spesso hanno cercato di esprimere con le parole: la convinzione che combattere può essere una festa’ Jorge Luis Borges

Libri di Tango in italiano.

In Viaggio con il Tango nel Cuore

racconti di tango cover medium

Ettore Ivaldi

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Una raccolta di racconti di vita inseguendo per il mondo la passione e il lavoro di allenatore di canoa che si fonde con la passione per il tango. Passione che condive con la donna amata.

Un ballo o un sogno?

Amo molto la danza. Mi incanto a guardare leggiadre ballerine che volteggiano come se non avessere un corpo ma solo l’anima fosse dentro i loro abiti svolazzanti. Mi piace molto anche il tango argentino per vari motivi, perché è molto sensuale, perchè il luogo dove si balla è molto suggestivo, per i suoi rituali, perchè ho assistito a numerose esibizioni e così via. Posso così affermare senza ombra di dubbio che ho letto con molto interesse questo libro e devo dire che alcune parti mi hanno molto colpita. Il linguaggio molto tecnico, da vero milonguero, mi ha a volte raffreddata. forse però è colpa mia. Quando vedo due persone ballare dando una forma alla musica, anche se con gli occhi di un libro, io comincio a inseguire un sogno e penso che non vi sia niente di ugualmente meraviglioso. (Bianca Maria di Bartolomeo).

Libri di Tango in italiano.

Tango Argentino: A Pocket ‘Breviary’ For Its Dancers

Tango Argentino

Patricia Muller

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In this book, we discover the code of honour of the ‘porteÒos’ dancers of the Tango Milonguero, who have remained ‘uncontaminated’ by the tourism surrounding the Tango, the major part of whom are more or less 70-80 years old. Their behaviour reflects concepts that were already spoken of in ancient China! Let’s discover them together by following in the footsteps of the Chinese philosopher, Lao Tse, and of los Viejos Milongueros. You will surely be astonished by what you discover!

Books and ebooks in English.

T come tango

t_come_tango

Meri Lao

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Il Tango è una danza unica al mondo per inventiva e complessità delle combinazioni dei movimenti. Musica multietnica e canzoniere ricco di umori popolari. Movimento che unifica emigrati di ieri ed esuli di oggi. Corpo e forma d’arte che ha conquistato artisti senza tempo e frontiere come Carlos Gardel, Astor PIazzolla, Julio Cortazar, Osvaldo Soriano, Maurice Béjart, Carlos Saura, Sally Potter, Pina Bausch e Madonna.

Demistificato lo stereotipo della donna avvinta come l’edera all’uomo, il Tango resta un rito capace di malia e tristezza come nessuno, ma soprattutto un modo di essere e di vivere che conosce la morte ma non morirà mai.

Recensioni

Questo libro è una summa sul Tango, un’enciclopedia da sfogliare e da leggere con i sentimenti predisposti al punto giusto. Andrà consultato ogni volta che se ne avrà voglia. Troverete curiosità, storie, interpreti, testi e connessioni tra musica, cinema, letteratura e tanto altro ancora… Leggi tutta la recensione di Rockol.it

Questo libro è una radiografia del Tango. Non solo una ricerca accurata sulle origini di tale prestigioso ballo, ma un vero e proprio scavo archeologico in tutti i luoghi e lungo tutti gli itinerari del tango.  Chi voglia capire fino in fondo l’universo tango non può non leggere (studiare) questo prezioso capolavoro. Meri Lao parla del tango a 360°, portando alla luce verità nascoste, abbattendo luoghi comuni e pregiudizi, colmando molti vuoti non coperti o creati da diversi scrittori. La forza dell’opera sta nel carattere stesso dell’autrice e nella sua determinazione a  ricercare a tutti i costi la verità. Leggi tutta la recensione di Superballo.it

Il commento di Milango.it: il libro fondamentale per ogni Tanguero italiano. Meri Lao, figura unica e poliedrica nel panorama cultrale italiano ci guida con il suo stile attraverso un secolo di Tango, parlando di orchestre, cantanti, ballerini, stereotipi. Un libro mai banale che stimola a “guardare oltre”, verso ciò che non è ancora Tango e quello che potrà essere Tango.

meri lao
MERI LAO

pianista, compositrice, docente di storia di musica e teatro, scrittrice      

Pioniera nello studio e la diffusione della musica latinoamericana. Vasta esperienza come etnomusicologa, pianista, cantautrice, insegnante, saggista e traduttrice. Lezioni di interpretazione solistica. Seminari e conferenze in associazioni culturali e università italiane e straniere, programmi radiofonici e televisivi, consulenze, testi teatrali, spartiti. Animatrice dell’Accademia Scientifica del Tango e del Bolero in Italia, fondata nel 1995 in seno all’Instituto Cervantes, in attesa di nuova sede. Premio Tenco 2001 per l’operatore culturale.


Nata a Milano nel 1928 da genitori già emigrati in Sudamerica, cresciuta fra l’Argentina e l’Uruguay, si è stabilita a Roma dopo un lungo soggiorno a Parigi e una parentesi cubana di tre anni.

Ha iniziato giovanissima la carriera di pianista classica (allieva di Walter Gieseking, Eliane Richepin ed Ersilia Tipo) che, dopo vari abbandoni e riprese, ha deciso di chiudere in leggerezza con le sue incursioni nel tango d’avanguardia intitolate Tanghitudine e con la canzone Una donna senza uomo commissionatale da Federico Fellini per La Città delle Donne.

Insegnante di Storia della Musica e del Teatro nei licei sperimentali di Roma, esce frequentemente per simposi, seminari e conferenze nelle università italiane e straniere. Ha deposto come testimone al Tribunale Russel che giudicava le dittature latinoamericane.

È stata pioniera in Italia nell’opera di raccolta e diffusione della musica popolare e delle canzoni di contenuto sociale che giungevano a partire dagli anni ’60 dal continente latino americano, con trascrizioni su pentagramma, dischi (ha curato i primi degli Inti Illimani), programmi radiofonici e televisivi, numerosi articoli e una trentina di libri, a cominciare da Basta! Chants de témoignage et de révolte de l’Amérique Latine (1967, François Maspero, Parigi). Ricordiamo in particolare l’ormai introvabile Trovatori dell’America Latina, uscito nel 1977, che raccoglieva profili e traduceva canzoni di Atahualpa Yupanqui, Violeta Parra, Daniel Viglietti, Chico Buarque de Hollanda e Silvio Rodríguez.

Altro importante tema delle sue indagini è il femminile: da Donna Canzonata, in cui si diverte a prendere in giro i parolieri italiani, a Musica strega, in cui ripensa alla storia della musica in una chiave diversa, alle Sirene, simboli della donna oscura in senso junghiano, messaggio “altro” che si ha paura di ascoltare. (Ha avuto varie fratture e interventi agli arti inferiori, interpretate da qualcuno come “somatizzazioni di complesso di sirena”).

Per il teatro ha scritto una dozzina di commedie, dove esplica la sua vis comica, come Conferenza stampa di Marianna Mozart, Discorso sull’inferiorità della rana, Tangare humanum est.

Ha un figlio solo, Curzio, che abita metà a New York e metà a Roma. Pratica lo hatha-yoga da quando era ragazza, ha smesso di fumare, ha sostituito l’automobile con la bicicletta, e forse perciò non dimostra gli anni che ha ma che dichiara tranquillamente (altrimenti quale rivoluzionaria sarebbe?). Viaggia molto, e ha anche fatto la guida (nelle civiltà maya e azteca).

Tradurre è diventata ormai una sua seconda natura, il suo modo ricorrente di comunicare qualcosa che ha scoperto. È fiera di aver tradotto l’opera di Don Milani (Carta a una Profesora). Quando ha deciso di scrivere su se stessa, non poteva esimersi dal fare un libro bilingue: Il Vicino di sotto / El Vecino de abajo (1999), definito da Antonio Melis “il libro latinoamericano più ricco e divertente degli ultimi trent’anni” e incluso nel programma di studi della sezione ispanistica dell’Università di Siena.

In attesa di riconoscimenti ufficiali, e finché l’entusiasmo e le forze glielo permetteranno, si occupa personalmente dell’archivio dell’Accademia Scientifica del Tango e del Bolero (da lei fondata presso l’Instituto Cervantes nel 1995), del materiale iconografico e letterario, unico al mondo, sulle Sirene, nonché di alcuni dei suoi libri che non godono di normale distribuzione nelle librerie.

Dettagli del libro italiano
  • Titolo: T come tango
  • Autore: Meri Lao
  • Editore: Elle U Multimedia
  • Data di Pubblicazione: 2001
  • ISBN: 8888169121
  • ISBN-13: 9788888169125
  • Pagine: 540

Lyrics for Jazz + Tango Songs

lyrics for jazz cover

Eugenio P. Spallazzi

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Lyrics for Jazz and Tango Songs raccoglie alcune delle liriche scritte per le note intense di un sax, di un piano o di un bandoneone che raccontano la vita e l’amore di chi cammina nelle metropoli contemporanee. Testi da cantare certo ma non meno, e forse ancor piu’, da leggere.

Libri di poesie

Letras de Tango

letras de tango cover

Ivana Brigliadori

in italiano con spagnolo lunfardo a fronte
en italiano en comparación con el lunfardo Español

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Lunfardo Español:

Letras de tango de Ivana Brigliadori es una obra que impacta, asombra, conmueve y escandaliza, que se lee como un cuento y se escucha como música, poesía, canción: todo este «conjunto» se da por humores y sugerencias de una inspiración (es de pensar) arrolladora, embriagadora como el vino que escurre en estas páginas y que acaba por emborrachar hasta el mismo lector. Vale la pena leer en voz alta estos versos y más de una vez para coger el ritmo que los presupone (rimas, tiempo sincopado que de alguna manera los mancomuna con el tango, bruscas interrupciones, altos y bajos), para participar en el vuelo que emprenden las palabras cuando todo gira alrededor merced al vino fuerte, a las emociones que no se contienen más, a la rabia o a la desilusión, a la nostalgia y al deseo de vivir la vida así como es: bella y fea a la vez.

Italiano:

Letras de Tango di Ivana Brigliadori è un’opera che colpisce,stupisce, commuove e scandalizza, che si legge come fosse un racconto e si ascolta come fosse musica, poesia, canzone: tutto questo “insieme” è dato dagli umori e dalle suggestioni di un’ispirazione (viene da pensare) trascinante, inebriante come il vino che scorre in queste pagine e che finisce per ubriacare perfino il lettore. Vale la pena leggerli ad alta voce questi versi, più di una volta, per cogliere il ritmo che li sottende (le rime, il tempo sincopato che li accomuna con il tango, le interruzioni brusche, le discese e le risalite), per partecipare al volo che prendono le parole quando tutto intorno gira per il vino forte o le emozioni che non si trattengono più, per la rabbia o la delusione, per la nostalgia e la voglia di viverla la vita così com’è: bella e brutale leggiamo. Tuttavia, la morte aleggia sull’esistenza di questi personaggi (eroi maldestri e sciagurati, “vecchi ubriaconi” o bimbi sfortunati, viandanti illusi o innamorati), “L’aldilà” è difatti sempre in agguato nella versificazione di Ivana Brigliadori, a sottolineare la vera “miseria” umana, ossia il fatto che la vita sia destinata (per tutti, proprio per tutti) immancabilmente a finire, e in tal senso, la sua poesia, sfiora il tempo della tragedia.

Recensioni

PREMIO LETTERARIO DI CASALGUIDI DI SERRAVALLE

“…chi scrive vede tutto dall’alto senza giudicare e come Dio provvede, in tal senso richiama l’Ariosto. Il libro si e’ classificato al secondo posto e non al primo perche’ l’autrice usa parolacce ed e’ un po’ troppo maliziosa.”
La giuria

TRASMISSIONE RADIOFONICA la luna e i falo’

“…e’ un libro che richiama Bukowski per lo stile e il contenuto”

PREMIO LETTERARIO IRIDEARTECULTURA
(Cava de Tirreni)
All’interno di quella vera e propria “odissea di pidocchi” che e’ la sua raccolta lETRAS DE TANGO, Ivana Brigliadori sa rappresentare con ironia non solo l’esperienza dell’amore, unico talismano in grado di colmare il grigiore della solitudine, ma anche l’angoscia di amare e non essere amati , utilizzando, in un susseguirsi di versi sincopati a rima baciata , il turpiloquio e lo sberleffo, ma come profonda esigenza di pulizia morale e richiesta d’altro
[Fabio Dainotti]

PREMIO LETTERARIO IL SAGGIO
“Letras de tango” ecco un libro che ti avvolge, ti rapisce, ti sconvolge, ti tiene sveglia, ti stuzzica.
Se lo inizi lo devi finire, curiosa di sapere chi incontrerai nella pagina successiva.
Personaggi estremi quelli di Ivana Brigliadori, che fanno parte della vita, di quella che fa male al cuore e ti viene voglia di tirarli fuori da quel libro quei personaggi, di nasconderli, di proteggerli, come nella poesia “I miei genitori”, dove la donna che scrive ha tanta forza da raccontare quanto e’ grande e nauseabondo il dolore del ricordo. O ancora in “Ultimo tango”, la donna che vede i suoi sogni frantumarsi in un’unione che si rivela diversa da quella desiderata, alla fine reagisce alle tante violenze e mortificazioni con un gesto estremo. In quell’ultimo tango quasi si legge la liberazione di tutte le donne soffocate e maltrattate che se vogliono, con un battito di ali, possono tornare a volare, liberandosi di chi le ha incatenate ad una vita squallida e orrenda. Oppure leggendo “George” vorresti accarezzare quel figlio anormale che aspetta nella sua fredda stanza d’istituto che la mamma da lassu’ scenda:”…la notte lei rinuncia al Paradiso / per venirmi a consolare / solo in sogno lo puo’ fare / questa notte sul mio letto / ho messo un fiore …” E dopo essersi scontrato con la realta’ della vita, nel caos di una discoteca, dove le mille luci gli ricordano”…sinistri alberi di Natale ” ecco che gli viene voglia di ” far volare le mie amiche coccinelle” in una conclusione dolcissima e triste. Ma la vera conclusione sta in quella poesia di tre righe , forte, dura, “La mia bara”[…]
[Vitina Paesano]

Rivista ALBATROS
Passione e Poesia
Il tango, la passione, la musica e la poesia in Ivana Brigliadori.
dal suo primo libro “Letras de Tango” di Roberto Furcillo

Sono stato attratto dal titolo “Letras de Tango”. Tango, è una delle mie parole chiave. Sulla prefazione leggo: “Letras de Tango di Ivana Brigliadori è un’opera che colpisce, stupisce, commuove e scandalizza, che si legge come fosse un racconto e si ascolta come fosse musica, poesia, canzone….”.
Accidenti! Ingredienti intriganti messi in un unico libro.
Vado avanti, m’attizza. M’immergo nella lettura.
La lettura diviene un rotolare, come la pietra sul declivio. Prima ruzzola lenta, incerta; poi, per la pendenza prende velocità e incomincia a saltare sul pendio sempre più ripido.
Diavolo, dove andrà a finire?
M’immedesimo e come la pietra, rotolo anch’io.
Le pagine scorrono sotto l’occhio. Mi ritrovo come un aereo al decollo, e poi al massimo della corsa… mi stacco da terra e mi libero in volo.
Accidenti! Sono in volo.
Letras de Tango, ha i canoni di una pièce teatrale.
Il sogno incomincia, è quasi tangibile, le parole mi si schiacciano addosso come uno scudiscio, mi segnano la pelle. Parole, musica e bestemmie, le assumo a bocca aperta, tutto preso. La mente assorta, persa. Eccomi nella vecchia balera quasi alla fine del porto di Mar del Plata. Risate sguaiate, come schiocchi di frusta, scarpacce impolverate di uomini rudi dalle mani callose, femmine dalle tette abbondanti, osti bisunti tra brocche di vino annacquato, venduto per genuino. La puttana ancheggia invitante in cerca dell’ennesima botta, sinuosa, accenna passi di tango per resuscitare al sesso morti apparenti.
Vite a luci rosse! Macchè!
Vite consunte, consumate dalla fatica quotidiana e dalla noia, anche quando il giorno appena nato è già pregno di sudori, di umori. I suoni andanti, sincopati, segnano le ore. I muri delle case, quelli ad angolo in ombra, sono già intrisi di piscio.
La morte, sorniona, gironzola come la gatta di quartiere, la osservo mentre si gratta l’orecchio con la zampetta e attende. A chi avrà segnato il destino? Poi, furtiva sguscia dietro il muro, la nera. La morte, segna l’esistenza di eroi maldestri, sciagurati, ubriaconi sfortunati, viandanti occasionali, illusi innamorati. Il luogo oltre la vita è sempre ambito nei versi di Ivana Brigliadori, a sottolineare i limiti della vita, che a volte, è più miserevole di ogni miseria umana, ma, come un fato già segnato, bisogna comunque tracciare il percorso. Consapevole della fine, come destino segnato, la prosa poetica di Brigliadori scorre come su un pentagramma, a tratti aleggiano note sguaiate, a tratti suoni cupi come una lama che violenta la carne e la lacera, fino ad anticipare il tempo della tragedia. Il tango è il trait-d’union, metafora del sogno, è l’elemento che nel suo esser brioso eleva il corpo e la mente a mezz’aria, come sospesi. L’immaginazione segna un altro destino nell’attesa di un nuovo giorno.
Un sax tenore accenna “Historia de un Amor”, lo sento poco lontano, la mia guancia si schiaccia sul vetro della finestra e sbircio tra le foglie di platano. Ecco laggiù, una coppia gitana con il suo carrellino, avanzano, la base musicale ad alto volume. Sorridono col naso per aria. Per loro, quella musica è pane…..
Affondo la mano in tasca, un euro …. Apro la finestra. Mi vedono e sorridono comprendono e ringraziano. Ecco un’euro, è per voi ….. per vivere!
Come sarebbe bello il mondo se tutti potessero ballare. Furtiva, mi scorre una lacrima, si ferma sull’angolo del labbro, che, ancora leggermente freme.

” …e’ un libro divertentissimo e intrigante, delizioso per grazia, ironia, inventiva”
Roberto Casalini CASA EDITRICE IL PONTEVECCHIO

“Letras de tango” premiato con medaglia d’argento e diploma d’onore. …Il volume con versione a fronte in spagnolo, colpisce per le suggestioni forti, fatte di rabbia e delusioni, nostalgia e voglia di vivere. Il ritmo implosivo finisce per trascinare come un tango, perchè dietro alla musicalità, dalle interruzioni brusche,c’è un mondo di personaggi innamorati ma maldestri, eroici ma illusi.
Quasi a rimarcare il costante smarrimento umano.”
PREMIO NAZIONALE DI ARTI LETTERARIE

Premi Letterari

  •  2° classificato “premio letterario di Casalguidi” di Serravalle settembre 2007
  • 3° classificato “premio letterario iride arte cultura” Cava Tirreni ( Sa )
  • 2° classificato premio letterario “Il Saggio” Eboli ( Sa ) Luglio 2008
  • premio letterario C.E.A.C 2011
  • 5°classificato premio letterario nazionale arte letterarie 2011 Torino
  • finalista Premio letterario “Onda d’arte”
  • classificato rosa dei vincitori Premio Tulliola
  • finalista premio letterario “L’Aquilaia” ( Arcidosso, Grosseto )

Libri di Tango in italiano.

Libros y ebooks en español

Tango – Un ballo che dura tutta una vita

tango

Pasquale Larotonda

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“In “Tango” danzano in un’alternanza armonica tre vite, tramite un unico nome, Ludovico, trasferito come inequivocabile segno di riconoscimento da una generazione all’altra.

Un Ludovico appartiene al periodo delle colonie estive per figli di italiani all’estero, alle balere del giovedì sera per donne di servizio e ragazzi di bottega. Un Ludovico si muove tra le Fiat Cinquecento della ripresa economica e i figli dei fiori. Infine un Ludovico contemporaneo, adolescente, sogna il suo passato, attraverso insospettabili pruriti in un naso perfetto che vuole ritrovare le sue origini aquiline.

Dietro il romanzo scorrono ben affrescati fondali storici, che caratterizzano cronologicamente il succedersi degli eventi.

Eppure, a lasciarsi trasportare dalla carica emotiva della lettura, il tempo non fluisce affatto, ma si ferma alla sala Pichetti, con i suoi odori di “caffè, alcool, succo di arancia, sigarette al mentolo, pipa profumata e spruzzi di mistero al passaggio delle donne”, in cui i protagonisti – Ludovico e Viviana – ballano il tango nella prima pagina come nell’ultima.

Nel mezzo si trovano le loro vite, fatte di figli, lavoro, relazioni: sempre un tango, beninteso, e anche dotato di eleganza e di ritmo, ma non di quel fascino magnetico con cui l’inizio e la fine della storia si fondono, nella magia del ricongiungimento dei protagonisti a distanza di anni.

I tre Ludovici diventano uno solo, mentre le esperienze accavallate dai vari personaggi negli anni si mescolano, e acquisiscono – accanto al loro significato primario di carburante dell’intreccio – la funzione di sfumare il romanzo, conferendogli brio e verve, rendendolo insomma vivo e vibrante.”

Nicoletta De Angelis

Siamo alle soglie della seconda guerra mondiale. In una sala da ballo, a San Lorenzo, un quartiere popolare della capitale, due giovani si conoscono e si legano profondamente, danzando al ritmo di un tango. Siamo in pieno ventennio fascista; i ricordi di infanzia del protagonista ritornano alle sue estati nella colonia romagnola per i figli degli italiani all’estero, trascorse sulle rive di Cattolica, e all’interno di imponenti costruzioni futuriste, dove campeggia nei corridoi il volto del Duce. Lo spettro della guerra si fa incombente e sospende il legame tra i due innamorati, costringendo Ludovico a partire per il fronte. Ludovico non torna, ma la vita continua, e il suo ricordo rimane, grazie al bambino che la sua amata porta in grembo, a cui verrà messo il nome del padre. Esistono due mondi, intensamente intrecciati tra loro: quello scandito dall’orologio e dall’alternarsi delle stagioni, in cui Ludovico e Viviana vivono separati, e quello fatto di pensieri e presenze immateriali, in cui i due sono indissolubili e vicini per tutta la vita. Riusciranno mai ad incontrarsi?

l’Autore
Pasquale Larotonda, nato a Rionero in Vulture, vive a Velletri e lavora a Roma in una holding che si occupa dello sviluppo imprenditoriale del paese. Ama scrivere e leggere. Hobby la corsa, doppiaggio e musica ascoltata e suonata. Nel 1996 ha pubblicato il romanzo “La Casa” per le Edizioni Firenze Libri. Nel 1997 ad oggi ha pubblicato, sempre con le Edizioni del Club Centocinquantalibri: “Otello”, “Andrea e l’imprenditore”, “Danae”, “La Notte”, “L’uomo senza ricordi”, “Tango”. Queste opere hanno un filo comune, una sorta di commistione fra presente e passato della nostra storia: In Danae e’ presente la storia dei Borgia; nell’Uomo senza ricordi la storia di Celestino V; nella Notte l’esplosione di Pompei; in Otello l’emigrazione di fine ottocento; nella Casa la vita in una comune degli anni settanta. Tango ripercorre, attraverso una storia d’amore, gli ultimi sessant’anni della nostra storia. Andrea e l’imprenditore e’ una sorta di viaggio in Italia alla scoperta del mondo imprenditoriale visto dagli occhi di un ispettore analista finanziario con ironia. Ad eccezione della “Casa” sono tutte copie numerate, firmate e in tiratura limitata.

Libri di Tango in italiano.

Dentro Tango Argentino – La Storia del più Importante Show di Tango di Tutti i Tempi

inside tango argentino italiano cover

Antón Gazenbeek

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Tango Argentino è stato lo spettacolo innovativo che ha portato alla rinascita di interesse per il Tango Argentino. Ha debuttato a Parigi, poi ha conquistato Broadway e, in seguito, ha girato il mondo intero. Ha avuto un’enorme influenza culturale sulla comprensione della storia del tango, della sua musica e danza, moda, capelli e trucco.

Dopo 7 anni di ricerca e scrittura, lo storico di tango Antón Gazenbeek presenta il suo libro di approfondimento sulla storia dello show Tango Argentino. Il libro contiene fotografie mai viste prima di backstage, memorabilia dello spettacolo e storie affascinanti all’interno prelevati direttamente dalle interviste personali con tutti i membri del cast sopravvissuti. Il libro ha una narrazione intima che ti permette di essere parte della creazione dello show, dei suoi drammi backstage e trionfi sul palco. Questo è un libro da non perdere!

Diffusione Tango Trans- culturale e adattamento dopo il Rinascimento del Tango

Durante il periodo dei regimi politici oppressivi in Argentina durante la fine degli anni 1950, 1960, 1970, e all’inizio del 1980, il tango come danza sociale era stato soppresso ed emarginato e , in misura significativa , portato sottoterra . Con la caduta della dittatura militare nel 1983 e la successiva introduzione della democrazia , ballare il tango sociale (vale a dire milongas ) è stato rilanciato in Argentina . La rinascita del tango durante questo periodo è stato etichettato come il ‘ Rinascimento del Tango’.

È stato in questo momento che la seconda ondata di diffusione trans-culturale in tutto il mondo del Tango Argentino come danza è stata avviata dalla produzione teatrale ‘Tango Argentino’. Nel 1983 ‘Tango Argentino’ ha debuttato a Parigi, e negli anni successivi in numerose città di tutta Europa e Nord America (Anton Gazenbeek – Inside Tango Argentino : La storia della più importante Tango Show di tutti i tempi , pubblicato dall’autore , 2008). ‘Tango Argentino’ è stato ben accolto dal pubblico che lo ha visto. In una recensione sul quotidiano parigino Le Mond (13 novembre 1983), Tango Argentino è stato descritto (come riportato da Gazenbeek , op cit , p 33 . . .):

Tra uomini e donne con il suono di canti monotoni carica di sensualità. Lo scenario è sempre lo stesso: approccio, seduzione, esitazione, conquista, il calore, la ribellione e infine la morte…. Gli uomini hanno l’aspetto di seduttori macho e le ragazze hanno lo sguardo incandescente che dà i brividi dappertutto.

Dopo il suo debutto a Broadway a New York nel 1985 , ci sono stati commenti simili ( Gazenbeek , op cit , p 60-61 . . ):

Ballerini … afferrano i loro partner e frustano in high-stepping, azioni sexy. La gamba di una donna si alza lentamente da sotto la gonna di raso, telegrafa un messaggio inequivocabile, Si abbassa, poi si ferma, presa e baciata dal piede esteso di un partner …. ( New York Times , 10 ottobre 1985 )

Le persone in ‘Tango Argentino’ fanno sul serio, e il business è passione. Il vero tango risulta essere un mini teatro-danza, formale e abbandonato, austero e sensuale, intricato ed elementare, esplosivo e implosivo. (Newsweek , 18 novembre 1985)

Gli schemi coreografici di spostamento erano come il divampare e sfuggirgli di emozioni …. Ballerini Occasionalmente semplicemente camminavano o scivolavano in modo seducente. Ma i piedi potrebbero anche accarezzare il pavimento e l’aria e il timbro con petulanza ed esuberanza. In alcune sequenze, i piedi si affrettarono in avanti, poi si fermano, ma non per molto, e quando iniziano di nuovo, sfrecciavano avanti e indietro come lingue di vipere. Piccoli calci di lato e continui cambiamenti di rotta suggeriti dalle insidie di persone mondane che erano virtuosi nell’arte. (New York Times , 7 luglio, 1985).

Assente da queste recensioni erano termini come ‘scioccante’, ‘indecente’, e ‘scandaloso’. Costumi sociali in Europa e Nord America erano cambiati. La rivoluzione sessuale degli anni 1960 aveva ridefinito le possibilità di espressione sessuale. La sessualità ritratta nel ballo non era più scioccante. Tuttavia , il tango era anche lui cambiato. Non era più grezzo e aggressivo Tango Canyengue del 1913. L’età d’oro del Tango a Buenos Aires aveva affinato la danza e ha reso socialmente accettabile. Nel regolare movimento dei ballerini, così come nel loro abbigliamento elegante, il tango di Tango Argentino fece pensare alla raffinatezza, anche nelle sue scene più sensuali e seducenti. Tuttavia, allo stesso tempo, nella sua drammatica rappresentazione della sensualità sessualmente carica e nella sua dimostrazione di forza fisica, ‘Tango Argentino’ rese disponibile al pubblico il piacere della cisione, creando un desiderio di rappresentazione di fantasie derivate dal tango. Il fatto che il tango era noto per essere un ballo sociale (ma non è noto per essere molto diverso da quella danza mostrata sul palco) ha consentito a tali fantasie di sembrare raggiungibili. Questa è stata una componente importante della popolarità di ‘Tango Argentino’ e della danza che ha mostrato.

Libri di Tango in italiano.

Lezioni di tango. Raccontate da una principiante

LEZIONI DI TANGO copertina solo fronte

Anna Mallamo

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I tremori e le incertezze, le folgorazioni e le palpitazioni attraverso cui passano tutti i principianti della danza più bella del mondo, non a caso dichiarata “Patrimonio culturale dell’Umanità” dall’Unesco, sono raccontati con uno stile ironico ma appassionato attraverso 16 lezioni – a metà tra diario intimo e bozzetto sociale – che toccano tutti gli aspetti, le convenzioni e le “regole” del tango.

Un universo affollato e passionale, divertito e divertente in cui s’affacciano tanti protagonisti: grandi maestri (le lezioni sono interrotte da gustose “cortine” nelle quali sono descritti alcuni dei più popolari e amati dai tangueri) e volenterosi allievi, «principianti e avanzati, principesse e prestatori d’opera, artigiani e michelangeli, principi e ranocchi, cesellatori e guastatori, caballeros e seguidore».

Un libro che smentisce il luogo comune – alquanto sgradito ai tangheri – secondo cui il tango «è un pensiero triste che si balla»: semmai, il tango secondo Manginobrioches è «una danza felice che si pensa».

Recensione “El Tanguero”:

Venticinque racconti che si leggono d’un fiato scritti da Anna Mallamo in arte “Mangino Brioches” in cui ritroviamo esattamente tutte le vicissitudini di una “principiante” alle prese con le sue prime Lezioni di Tango.

In fondo siamo tutti “principianti irrimediabili, faremo tutti prima o poi un passo falso che ci farà sembrare gorilla o betoniere, azzarderemo un gancho che andrà a buon fine dentro l’abbraccio di qualcun altro, colgheremo e volcheremo con sprezzo del pericolo e pure dell’estetica”.

Divertente, brioso, ironico ma appassionato ogni capitolo racconta una lezione di tango, una milonga, una cortina apprezzando la verità delle emozioni e la forza della scrittura.

Un esame, attraverso le parole, del comportamento del corpo alle prese con un mondo nuovo fatto di passi lunghissimi! Un libro per  tutti ,”principianti e avanzati, principesse e ranocchi, cesellatori e guastatori, adoni e sarchiponi, caballeros e seguidore…” raccontato da una scrittrice affamata di tango secondo cui il tango “non è un pensiero triste che si balla” ma secondo Manginobrioches è “una danza felice che si pensa”.

Alcuni racconti del libro, edito da Città del Sole Edizioni, e da Enrico Massetti in versione ebook, sono riportati sul blog di Anna manginobrioches.splinder.com che vi consigliamo di andare a sbirciare, davvero bello!

Recensione blog Dr. Zero

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lunedì 25 novembre 2013

Recensione: Lezioni di tango raccontante da una principiante, di Anna Mallamo “manginobrioches”

Il tema dell’evoluzione personale, il faticoso evolversi da uno stato di inadeguatezza verso una perfezione grazie alla quale sarà finalmente possibile vedere risultati dell’impegno profuso, è un tema ricorrente in tutte le culture umane. Dal mito al cinema, dal materiale favolistico alla letteratura colta, il protagonista deve sempre affrontare una serie di prove, misurarsi con la sconfitta, affinare via via le proprie capacità fino alla risoluzione finale che apre ad un nuovo equilibrio finalmente stabile.

Angela Mallamo, in Lezioni di tango raccontante da una principiante, gioca abilmente con le convenzioni del genere proponendo la trasposizione letteraria della propria esperienza di ballerina alle prime armi. Il lettore è guidato così attraverso un campionario di momenti ed esperienze che sono stati familiari a chiunque: il doloroso confronto con i praticanti più abili, lo spazio della milonga con i suoi codici a volte crudeli, il rapporto con le proprie scarpe da ballo vissute come entità senzienti, vero e proprio topos della letteratura femminile sul tango ormai ampiamente esplorato. Se si limitasse a questo il libro sarebbe poca cosa, un esempio più che decoroso di letteratura autobiografica.

L’aspetto più interessante è invece il ribaltamento consapevole di quella struttura narrativa delineata all’inizio. La vicenda – per usare le stesse parole della Mallamo – è infatti quella di un “eterno principiantato”. Non c’è un lieto fine o almeno la prefigurazione di una nuova realtà, dove le angosce e i turbamenti saranno finalmente risolti in una visione serena, stabile e rassicurante, ma nemmeno una totale chiusura di ogni speranza in un nebuloso presente, dove si è condannati ad una sorta di autistica coazione a ripetere i medesimi errori.

Al contrario, proprio l’incertezza e il dubbio sono la condizione necessaria  per mantenere uno sguardo incantato sul mondo. Stupirsi di qualcosa, anche se non si è capaci ancora di riprodurla, non è forse potentemente vitale? Di cosa mai ci si potrebbe meravigliare, se tutto è ormai incasellato in un ordine prevedibile che non lascia spazio al nuovo?

Il messaggio viene proposto al lettore con una scrittura morbida e serena che si snoda delicatamente in una serie di brevi capitoletti dove la vita della principiante di tango viene trasposta in modo lirico, a tratti sognante. Molta della suggestione viene da un’ambientazione meridionale, spesso evocata da periodi attentamente costruiti: “un solo filo luccicante che attraversava tutta la notte”, “capriole nel cielo e scirocchi” oppure “un tango greco, straziante e con gli angoli avvolti nel ferro filato”.

Descrizioni di ambienti, sapori, odori e situazioni che rimandano ad repertorio di carnalità mediterranee, che in qualche caso ricordano da vicino certi accostamenti di Battiato. Il testo si legge volentieri anche per il sottile citazionismo che allude con eleganza ai classici del liceo (i “vestimenti leggeri” di D’Annunzio) o strizza l’occhio ad un “dopobarba verde come una milonga”, con esplicita allusione alle canzoni di  Paolo Conte.

*        *       *

Ad un livello profondo, il messaggio proposto dal libro è quasi paradossale: amare teneramente i propri difetti e accudire con tepore materno i propri limiti non è solo possibile, ma addirittura doveroso. Se infatti la perfezione resta un ideale astratto e indifferenziato, condiviso a livello sociale, sono proprio le nostre im-perfezioni a parlare compiutamente di noi, a dire esattamente chi siamo o chi non siamo, a dare corpo e sostanza al nostro stare al mondo assieme agli altri. Così l’autrice:

“Non troverete traccia, in queste pagine, delle “gallerie degli orrori tangueri”, i tipi da milonga, i bestiari che pure sono così divertenti a bordopista. E’ una scelta etica, equa e solidale: siamo tutti principianti irrimediabili […] è il mondo del tango a farci umani, troppo umani.”

Se la scelta di misurarsi con chi sta più in alto è di solito la premessa di corrosive manifestazioni di invidia, il mettersi a confronto con chi si trova in una posizione inferiore induce per altro la superbia, il compiacimento di sé o la sterile tracotanza. La consapevolezza reciproca delle proprie manchevolezze disegna invece una maglia di legami orizzontali che ci solleva dall’angosciosa rincorsa di una perfezione che spesso esiste solo nella nostra testa, ma soprattutto libera dall’ingiunzione perentoria della felicità a tutti i costi, un velenoso tratto distintivo delle società moderne.

Il libro induce a considerare quanto vi sia di inautentico e disumano in ogni proposta che prometta di sradicare qualsiasi esperienza sgradevole dalla nostra vita, magari anche solo valutando con occhio più indulgente il famigerato “rosso badante”, allusione ad improbabili colorazioni di chiome altrui,  spesso usata con un senso di divertita superiorità. Un modo di dire che svela d’incanto la nostra insospettabile capacità di cogliere al volo la differenza tra ciò che si vorrebbe essere e ciò che non si è, tra la realtà e le sue cesellate rappresentazioni che mettiamo in scena a nostro uso e consumo, illuminandoci per altro sulla loro ardua ricomposizione.

La soluzione, sembra dirci la Mallamo è un invito a considerare con occhi benigni questo scarto altrimenti insopportabile, trasformandolo in un fenomeno evolutivo. Ma tutto ciò passa attraverso una rivalutazione del termine ‘principiante’, spesso associato ad una sfera negativa: “roba da principianti!”, è infatti l’esclamazione tipica quando ci imbattiamo in qualcosa di impreciso, malfatto o dilettantesco, lontano da uno standard soddisfacente.
Ma principiante, in senso strettamente etimologico, è esattamente chi principia, chi da inizio a qualcosa che prima non esisteva. Proprio il momento dell’inizio porta con sé nuovi mondi, apre molteplici futuri e rende possibile il  dispiegamento di potenzialità non ancora attuate. L’essere agli inizi di qualcosa ha dunque una promessa di futuro e porta con sé una speranza gentile di vita da compiersi. Direste voi che una gemma di marzo è solo una rosa principiante?

Cosa è piaciuto:

  •  fine e innovativa capacità di analisi
  • qualità stilistica e raffinatezza espressiva
  • efficace ribaltamento dei meccanismi narrativi consueti

Cosa non è piaciuto:

  •      nulla

Il giudizio in una riga: raffinata ed elegante trasposizione di un’esperienza autobiografica, ricca di riflessioni stimolanti.

Recensione: LIBRIC-À-BRAC / DUE

  • Posted on 2 gennaio 2011 di UtoFia

“Chiamatemi Ismaele, ho bisogno di parlargli.”

Se Lezioni di tango (raccontate da una principiante) è “solo” un libro sul tango, Moby Dick è “solo” un libro sulla pesca. O sulla caccia. O sulle balene.

Ma che bella apertura. Dunque, che cos’è?

È, esattamente come Moby Dick, un libro su un’ossessione e ─ ancora come Moby Dick ─ su una passione. Non l’ossessione per il tango (come devo dirvelo?) bensì quella per la bellezza, che, Anna Mallamo lo crede profondamente, sola potrà forse salvare il mondo.

Procuratevi questi racconti (non è impossibile: che la distribuzione in Italia ─ e non solo ─ sia il vero grande cappio al collo della piccola e media editoria, e hai voglia a far fiere, è vero: che però i piccoli e medi editori si stiano sempre più attrezzando per arrivare a chi legge lo è altrettanto.

Andate qui ed è fatta), procuratevi questi elenchi di sostantivi aggettanti come contrafforti nella cattedrale delle parole. Non troverete nessuna qualità in queste pagine, dunque nessun difetto, solo materia ─ solo? ─ solo sostanza ─ sola? ─ solo materia impura e un ago di pazienza con dita mille volte punte. Scoprirete come la figura del tango diventi figura del discorso, ogni ocho un’anafora, ogni abbraccio una sineddoche.

“La vittoria dei mulini a vento è da considerarsi provvisoria”, ha scritto a suo tempo l’editore di Lezioni di Tango, e ancora “il tango [non] «è un pensiero triste che si balla», semmai […] «una danza felice che si pensa»”.

Ce n’è, qui, di pensiero: ce n’è, qui, di felicità, una felicità di scrittura che si dipana in modo così naturale da non lasciarci scelta se non quella di ripetere che qui di naturale non c’è niente, nemmeno una virgola. C’è ribellione, piuttosto, e resistenza al brutto che c’impiastra e ci stritola e allora noi sgusciamo, oplà, leggiamo un altro finale e un altro ancora, assistiamo a una trasformazione e a un’altra ancora.

Cenerentola diventa una donna, Cenerentola diventa ciò che è. Un vecchio trova la grazia che possiede. La città si arrende, anche solo per qualche ora, all’anarchia (ché il tango è anarchia in otto passi). I nazitango avanzano ma li si ferma con un traspié. Il cinismo resta fuori da queste pagine, il dito indica pervicacemente la luna: perché per cambiarlo, il mondo, bisogna prima sognarlo come lo si vuole, e Anna Mallamo questo racconta, il mondo come sarebbe se, perché lo dico da una vita che con i se non si fa la storia ma le storie sì, e lei questo fa, prende i se e li capovolge, prende i però e li moltiplica, prende l’ipotesi e la rovescia come un guanto, la adorna di tesi e di antitesi ma al posto della sintesi ci mette un inchino e un invito, e il ballo ricomincia perché, semplicemente, non è mai finito. Mai, e che mille abbracci fioriscano.

Libri di Tango in italiano.

Tango Argentino a Buenos Aires

Tango Arg. a Buenos Aires ita cover

36 stratagemmi per ballarlo felicemente

Patricia Muller

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Preview – Assaggio di lettura

Patricia Müller ci fa conoscere, indagando sulle situazioni storiche, sui personaggi e sui luoghi importanti di Buenos Aires, come gli indios, gli schiavi africani, i coloni spagnoli e gli immigranti europei hanno plasmato il tango e sviluppato il suo ballo. Attraverso esercizi pratici e semplici impariamo a tonificare e rilassare il corpo, a ballare facendo un tutt’uno con il partner e ad accendere le nostre emozioni. Impareremo a fare bella figura in sala da ballo e ad interpretare nel giusto modo i cenni per non restare mai più a sedere!

‘È come essere accompagnati per mano alla scoperta del tango. Adesso non ci sono più segreti, Buenos Aires ci aspetta!’ (Chiara Scozzari, ballerina di tango dal ’98)

“Tango argentino a Buenos Aires”: Un libro che descrive un’arte rara e travolgente

January 23, 2011

Nella Buenos Aires del 1820, famiglie di Italiani, Francesi, Ungheresi ed Ebrei, lavoravano in umili condizioni per assicurarsi una vita se non migliore ma almeno decente.
Tra la miseria e l’angustia degli Orilla, squallidi appartamenti costruiti dal nulla, nacque una miscela unica ed irripetibile di tradizioni etniche,  che diedero vita ad un importante processo creativo. Un processo creativo con cui esprimere la gioia, la tristezza e la voglia di evadere dai limiti imposti dalla società.
Fu cosi che,nei vicoli più poveri di Buenos Aires, nacque il Tango.

“Il tango è mistero e complessità, armonia e conflitto.
Allegria e tristezza, comunicazione e solitudine, inquietudine e ricerca.
Danza moderna per il suo rendere il corpo pensante e dialogante e perché più di ogni altra rappresenta l’uomo contemporaneo.”

Il tango è un’arte in bilico tra passato e presente, tramite cui non si smette mai di sognare. Ed è proprio questo ciò che Patricia Muller vuole esprimere con il suo nuovo libro intitolato “Tango argentino a Buenos Aires”, pubblicato dall’autore in tutte le librerie.

Passione e sentimento, sono questi i due grandi elementi che rendono il tango unico ed inimitabile. Basta ammirare grandi ballerini come Luis Castro e Claudia Mendoza, per comprendere  ciò che veramente quest’arte è: un’arte suggestiva e travolgente che comunica, con passi sicuri e carichi di grinta, il vero essere di colui che balla.

Antonia Nedelcu   giornaledelladanza.com

Libri di Tango in italiano.