MERI LAO

meri lao

pianista, compositrice, docente di storia di musica e teatro, scrittrice      

Pioniera nello studio e la diffusione della musica latinoamericana. Vasta esperienza come etnomusicologa, pianista, cantautrice, insegnante, saggista e traduttrice. Lezioni di interpretazione solistica. Seminari e conferenze in associazioni culturali e università italiane e straniere, programmi radiofonici e televisivi, consulenze, testi teatrali, spartiti. Animatrice dell’Accademia Scientifica del Tango e del Bolero in Italia, fondata nel 1995 in seno all’Instituto Cervantes, in attesa di nuova sede. Premio Tenco 2001 per l’operatore culturale.


Nata a Milano nel 1928 da genitori già emigrati in Sudamerica, cresciuta fra l’Argentina e l’Uruguay, si è stabilita a Roma dopo un lungo soggiorno a Parigi e una parentesi cubana di tre anni.

Ha iniziato giovanissima la carriera di pianista classica (allieva di Walter Gieseking, Eliane Richepin ed Ersilia Tipo) che, dopo vari abbandoni e riprese, ha deciso di chiudere in leggerezza con le sue incursioni nel tango d’avanguardia intitolate Tanghitudine e con la canzone Una donna senza uomo commissionatale da Federico Fellini per La Città delle Donne.

Insegnante di Storia della Musica e del Teatro nei licei sperimentali di Roma, esce frequentemente per simposi, seminari e conferenze nelle università italiane e straniere. Ha deposto come testimone al Tribunale Russel che giudicava le dittature latinoamericane.

È stata pioniera in Italia nell’opera di raccolta e diffusione della musica popolare e delle canzoni di contenuto sociale che giungevano a partire dagli anni ’60 dal continente latino americano, con trascrizioni su pentagramma, dischi (ha curato i primi degli Inti Illimani), programmi radiofonici e televisivi, numerosi articoli e una trentina di libri, a cominciare da Basta! Chants de témoignage et de révolte de l’Amérique Latine (1967, François Maspero, Parigi). Ricordiamo in particolare l’ormai introvabile Trovatori dell’America Latina, uscito nel 1977, che raccoglieva profili e traduceva canzoni di Atahualpa Yupanqui, Violeta Parra, Daniel Viglietti, Chico Buarque de Hollanda e Silvio Rodríguez.

Altro importante tema delle sue indagini è il femminile: da Donna Canzonata, in cui si diverte a prendere in giro i parolieri italiani, a Musica strega, in cui ripensa alla storia della musica in una chiave diversa, alle Sirene, simboli della donna oscura in senso junghiano, messaggio “altro” che si ha paura di ascoltare. (Ha avuto varie fratture e interventi agli arti inferiori, interpretate da qualcuno come “somatizzazioni di complesso di sirena”).

Per il teatro ha scritto una dozzina di commedie, dove esplica la sua vis comica, come Conferenza stampa di Marianna Mozart, Discorso sull’inferiorità della rana, Tangare humanum est.

Ha un figlio solo, Curzio, che abita metà a New York e metà a Roma. Pratica lo hatha-yoga da quando era ragazza, ha smesso di fumare, ha sostituito l’automobile con la bicicletta, e forse perciò non dimostra gli anni che ha ma che dichiara tranquillamente (altrimenti quale rivoluzionaria sarebbe?). Viaggia molto, e ha anche fatto la guida (nelle civiltà maya e azteca).

Tradurre è diventata ormai una sua seconda natura, il suo modo ricorrente di comunicare qualcosa che ha scoperto. È fiera di aver tradotto l’opera di Don Milani (Carta a una Profesora). Quando ha deciso di scrivere su se stessa, non poteva esimersi dal fare un libro bilingue: Il Vicino di sotto / El Vecino de abajo (1999), definito da Antonio Melis “il libro latinoamericano più ricco e divertente degli ultimi trent’anni” e incluso nel programma di studi della sezione ispanistica dell’Università di Siena.

In attesa di riconoscimenti ufficiali, e finché l’entusiasmo e le forze glielo permetteranno, si occupa personalmente dell’archivio dell’Accademia Scientifica del Tango e del Bolero (da lei fondata presso l’Instituto Cervantes nel 1995), del materiale iconografico e letterario, unico al mondo, sulle Sirene, nonché di alcuni dei suoi libri che non godono di normale distribuzione nelle librerie.

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Settecentosette volte sette - di Umberto Eco
Settecentosette volte sette – di Umberto Eco