Lezioni di Tango – Raccontate da una Principiante

Lezioni di Tango
Anna Mallamo

Lezioni di Tango Raccontate da una Principiante: I tremori e le incertezze, le folgorazioni e le palpitazioni attraverso cui passano tutti i principianti della danza più bella del mondo, non a caso dichiarata “Patrimonio culturale dell’Umanità” dall’Unesco, sono raccontati con uno stile ironico ma appassionato attraverso 16 lezioni – a metà tra diario intimo e bozzetto sociale – che toccano tutti gli aspetti, le convenzioni e le “regole” del tango. Un universo affollato e passionale, divertito e divertente in cui s’affacciano tanti protagonisti: grandi maestri e volenterosi allievi, «principianti e avanzati, principesse e prestatori d’opera, artigiani e michelangeli, principi e ranocchi, cesellatori e guastatori, caballeros e seguidore». Un libro che smentisce il luogo comune – alquanto sgradito ai tangheri – secondo cui il tango «è un pensiero triste che si balla»: semmai, il tango secondo Manginobrioches è «una danza felice che si pensa»

Lezioni di Tango Raccontate da una Principiante: dove comprarlo online
Lezioni di Tango Raccontate da una Principiante: una premessa

Certe cose si possono dire con le parole,
altre con i movimenti.


Ci sono anche dei momenti in cui si
rimane senza parole, completamente
perduti e disorientati, non si sa più che
cosa fare. A questo punto comincia la
danza.


Pina Bausch

Lezioni di Tango Raccontate da una Principiante: un assaggio di lettura

Un libro sul tango, un libro di tango certamente è un paradosso, forse un ossimoro: il tango non si parla, si fa. E il corpo ha un modo tutto suo di sbarazzarsi delle parole.

Ma c’è anche un modo delle parole d’inseguire certi miracoli del corpo, di cercare di comprenderli e raccontarli. E questo spiega la fame di tango raccontato che prende tanti di noi tangueri, bulimici che non siamo altro.

Queste “lezioni” alla rovescia, raccontate da chi impara, sono nate assieme al mio tango. Tornata a casa da quell’abisso che erano le prime lezioni e soprattutto le prime milonghe – si spalancavano mondi, e sembravano tutti irraggiungibili, o raggiungibili solo con cammini lunghissimi, di otto passi in otto passi, verso l’infinito e oltre – dovevo travasare l’eccesso di cuore, raccapezzarmi nell’alfabeto muto che il corpo stava imparando a mia insaputa, e spiarlo con l’unico mezzo a me noto, le parole.

Ho chiamato qui “lezioni” anche cose che lezioni non sembrano, ma lo sono: il tango è un pedagogo illimitato, non la smette d’insegnarci cose, anche fuori dalle lezioni e persino fuori dalle milonghe. Così come i suoi migliori maestri insegnano soprattutto ballando, prima di parlare o senza nemmeno parlare. E ci sono ballerini modesti che possono insegnarti anche più d’un maestro blasonato, e tanghi modesti che possono darti quello che tutti noi, indistintamente – principianti e avanzati, principesse e prestatori d’opera, artigiani e michelangeli, prìncipi e ranocchi, cesellatori e guastatori, adoni e sarchiaponi, caballeros e seguidore – continuiamo a cercare: frammenti di tango perfetto, frammenti di felicità.

Non troverete traccia, in queste pagine, delle “gallerie degli orrori tangueri”, i tipi da milonga, i bestiari che pure sono così divertenti, a bordopista. È una scelta etica, equa e solidale: siamo tutti principianti irrimediabili, faremo tutti prima o poi un passo falso che ci farà sembrare gorilla o betoniere, azzarderemo un gancho che andrà a buon fine dentro l’abbraccio di qualcun altro, colgheremo e volcheremo con sprezzo del pericolo e pure dell’estetica. È il modo del tango di farci umani, troppo umani.

Ridiamo tutti, dei “tipi tangueri”, che è cosa innocente ma a volte può seminare davvero esclusione e discordia, creare quelle barriere etniche tra avanzanti e arretranti che non sono belle né giuste e sono una malapianta del tango (il famigerato nazitango che alligna in tanti luoghi).

Lezioni di Tango Raccontate da una Principiante: tango o filosofia di vita

Sì, sono un’idealista e voglio la pace nel mondo. Cominciando dalla ronda.

Infine, queste parole, già sparse nel mio blog – manginobrioches.splinder.com – e in altri luoghi della Rete, sono state talora una ronda virtuale da cui sono entrati e usciti molti ballerini, molti abbracci, molte mirade, molti cabecei. Spero di incontrarli tutti, di nuovo. E sono quasi certa che sarà possibile: tra le tante cose che il tango m’ha insegnato, c’è la certezza che nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto prima o poi si ritrova in una ronda.

Questo libro è per mio padre Pino, ballerino d’altri secoli e altri mondi, e per mio figlio Axel, che ha avuto molta, molta pazienza e m’ha insegnato il potere dei flores del alma.

Altri libri di tango in italiano